Lunedì 06/02/2012 - Cronaca
Test del dna sulle reliquie affidate al Priore - Cronaca - TeleJonio
L'uomo senza volto. E un piccolo pezzo di stoffa. Un brandello di colore scuro rimasto attaccato al mucchietto di ossa consegnate al giovane e ignaro priore. Forse, l'ultima traccia visibile del telo in cui erano custoditi i resti di Sant'Umile da Bisignano. Il frate, morto nel 1637, è passato alla storia della cristianità per i miracoli compiuti in Calabria. Le reliquie del religioso, canonizzato da Giovanni Paolo II nel maggio del 2002, erano custodite dentro un'urna trafugata dal convento bisignanese nella notte tra il 13 e il 14 marzo del 1977. Ed è stato un misterioso uomo dalla voce roca e profonda a consegnare nel gennaio scorso, a Francesco Lanzillotta, priore dei Frati Minimi, una scatola di cartone contenente parti di scheletro umano. Ossa avvolte nella pagina d'un giornale che riportava i programmi televisivi trasmessi nella primavera del '77. Il peccatore, rimasto senza volto né identità, terminata la confessione e consegnato il "regalo", è svanito nel nulla. Il capitano dei carabinieri Raffaele Giovinazzo, sta ora tentando di mettere ordine tra i fili sciolti di questa singolare vicenda cominciata, trentacinque anni addietro, con un furto sacrilego. Tra antichi conventi, cripte violate e vecchi fascicoli d'indagine ormai impolverati, l'ufficiale dell'Arma cerca la chiave per risolvere il "giallo". I resti del Santo furono prelevati non per compiere un ricatto ma per appropriarsi della pregiata custodia d'argento in cui erano contenuti. I ladri hanno poi tenuto le ossa ben nascoste per lungo tempo fino a quando qualcuno ha deciso di restituirle alla Chiesa. È probabile che la scelta sia intervenuta perché il "custode" è passato a miglior vita. E gli eredi, preoccupati dal fatto che il loro congiunto dovesse affrontare il giudizio di Dio, hanno deciso di "aiutarlo" a vivere il trapasso con minor senso di colpa, restituendo il corpo del Santo. Scriveva Umberto Eco ne "Il nome della rosa": «Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia». E quando si pensa all'Aldilà che, evidentemente, le cose cambiano...
Il procuratore Dario Granieri e il pm Salvatore Di Maio che coordinano l'inchiesta, hanno disposto la trasmissione dei reperti al Ris perché provveda ad isolare ed estrarre il codice genetico. Sarà così possibile procedere alla comparazione del Dna e accertare con assoluta certezza se quelli consegnati al Priore siano i resti del miracoloso frate vissuto quattrocento anni addietro in Calabria. Nel Santuario di Bisignano sono infatti ancora conservate altre parti del corpo del Santo utilissime per procedere all'esame comparativo. Se il responso sarà positivo le campane suoneranno a festa...