Venerdì 27/01/2012 - Cronaca
Quella sera De Marco si presentò in caserma: «Ho sparato a Presta» - Cronaca - TeleJonio
«Quella sera ci giunse la segnalazione di una sparatoria lì, nel centro del paese. La nostra auto partì per andare a verificare e intanto, si presentò in caserma Aldo De Marco. Al piantone consegnò la rivoltella che aveva in tasca spiegandogli che l'aveva appena usata contro Domenico Presta». Il maresciallo dell'Arma, Sergio De Cristofaro, comandante della Stazione di Spezzano Albanese, ha rivissuto le scansioni temporali del delitto di via Cassiani, davanti ai giudici della Corte d'assise di Cosenza (presidente: Antonia Gallo; a latere: Vincenzo Lo Feudo). Il processo che dovrà fare luce sull'omicidio del figlio del superlatitante Franco Presta, è cominciato col rigetto della richiesta del riconoscimento del legittimo impedimento del legale di fiducia dell'imputato, l'avvocato Enzo Nobile motivata sull'impossibilità a raggiungere il Palazzo di giustizia a causa del blocco dei Tir. La Corte ha superato il problema nominando un difensore d'ufficio (l'avvocato Barbara Magnelli) e dichiarando aperta l'istruttoria dibattimentale. Sollecitato dal pm Francesco Pellecchia, il maresciallo De Cristofaro s'è soffermato sulla personalità di De Marco e dei suoi guai con la giustizia legati al carattere irascibile e ruvido che lo aveva portato a litigare con molta gente: «Aveva picchiato il nuovo compagno della sua convivente e pure un pensionato. Entrambi, in circostanze diverse, erano stati malmenati dall'imputato. A settembre, invece, era stato Aldo De Marco a presentarsi in caserma per denunciare Domenico Presta e due suoi congiunti». Proprio quella lite così aspra avrebbe finito per sconvolgere Aldo De Marco, tecnico riparatore radiotelevisivo, e diventando la pietra angolare della tragedia. Fu lo stesso De Marco, quella notte, davanti ai carabinieri e al pm Pellecchia a snocciolare per ore quella scia di rancori e di carta bollata che avrebbero preceduto l'omicidio. Quel lunedì pomeriggio del 17 gennaio dello scorso anno successe l'irreparabile. De Marco tornò al negozio per l'apertura. Vide il giovane Presta e i suoi amici dirigersi verso di lui. Tirò fuori la rivoltella e fece fuoco. Domenico Presta cercò inutilmente riparò nella buotique della sorella. Crollò appena dentro, sotto lo sguardo disperato della sorella che vide quell'uomo uccidere suo fratello.
Sul posto arrivarono anche i carabinieri del Nucleo operativo di San Marco Argentano che avviarono le indagini. E ieri è stato sentito, pure, il maresciallo Pio Croce, comandante del reparto, che ha descritto le fasi dei rilievi scientifici, l'acquisizione delle immagini delle telecamere dell'impianto di videosorveglianza, l'escussione dei pochi testi rimasti sulla scena del crimine.