Venerdì 27/01/2012 - Cronaca
Microchip negli slip del figlio per spiare la moglie - Cronaca - TeleJonio
Aveva nascosto una microspia negli slip del figlioletto per poter spiare la moglie. Un'eccesso di gelosia che ha condotto un uomo di 46 anni, F. P., direttamente in carcere con l'accusa di stalking per atti persecutori nei confronti della consorte, dalla quale è separato.
A fare scattare le manette ai polsi dell'uomo, già agli arresti domiciliari presso la comunità Ganimede di Pellaro per reati inerenti gli stupefacenti, sono stati i carabinieri della Stazione Rione Modena, diretta dal maresciallo capo Andrea Levi con il coordinamento del capitano Nicola De Tullio.
F. P. era riuscito a convincere il figlioletto, di appena 12 anni, che abitualmente dorme insieme alla mamma, a nascondere una microspia nelle mutandine. Un piccolo segreto tra papà e figlio di cui la mamma doveva essere tenuta all'oscuro. Si trattava di un apparecchio dotato di sim, grazie al quale l'uomo poteva ascoltare tutte le conversazioni che la donna aveva quando era a letto con il figlioletto. L'uomo pensava così di poter ascoltare non solo i discorsi tra madre e figlio, ma anche eventuali telefonate che la donna riceveva o effettuava in camera da letto.
L'escamotage da 007, però, non ha prodotto i risultati sperati. La donna, infatti, accortasi dell'apparecchio nascosto nella biancheria intima del figlio, si è subito rivolta ai Carabinieri e l'uomo è stato arrestato per stalking e ammesso ai domiciliari, sempre nella stessa comunità di Pellaro.
Questo, però, non è bastato a placare la gelosia dell'uomo, che nel frattempo ha assoldato due persone per pedinare la donna e seguirne ogni spostamento. Anche in questo caso, però, la donna ha notato le presenze ingombranti sulle proprie orme per strada ed ha avvertito i carabinieri della Stazione Modena, che sono intervenuti immediatamente identificando i due soggetti. Interrogati, i due hanno confermato di essere stati ingaggiati dall'uomo per seguire gli spostamenti della moglie. Da qui è scattata una nuova denuncia all'autorità giudiziaria, che questa volta ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo.(