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Sabato 04/02/2012 - Cronaca
Fisco, alla Calabria piace il... nero - Cronaca - TeleJonio


Redditi non dichiarati per 632 milioni di euro e Iva non versata per 107 milioni, 308 evasori totali denunciati, 754 lavoratori in nero scoperti ai quali vanno aggiunti i 1.441 irregolari, 527 responsabili di reati e frodi fiscali segnalati all'Autorità giudiziaria. La Guardia di Finanza "scolpisce" nel bilancio dell'attività svolta in Calabria nel 2011 le dimensioni del sommerso in materia fiscale, un calderone nel quale rientra chi le tasse non le paga in parte o del tutto, chi froda lo Stato e l'Unione europea e chi fa pensa di fare il furbetto sulle spalle degli altri.
Il consuntivo del 2011 è stato diffuso ieri mattina dal Comando regionale delle Fiamme gialle. Complessivamente, accanto alle verifiche ed ai controlli in materia di imposte dirette, Iva, dogane e accise, i finanzieri hanno eseguito 28mila 341 controlli strumentali, di cui 19mila 150 hanno interessato il settore degli scontrini e delle ricevute fiscali ed hanno portato a scoprire violazioni nella bellezza di circa 5mila casi.
L'attività di controllo amministrativo, integrata con quella di polizia giudiziaria, ha consentito alle Fiamme gialle di scoprire, oltre all'evasione e alle violazioni tributarie, anche reati strettamente connessi all'evasione fiscale. In particolare, sono state denunciate 527 persone responsabili nell'ambito di indagini su frodi e reati fiscali, per violazioni costituite, principalmente, dall'utilizzazione di fatture false (109 violazioni), dalla dichiarazione fraudolenta (160 violazioni), dall'omessa dichiarazione dei redditi (71 violazioni) e dall'occultamento o distruzione della contabilità (85 casi). Emblematico – evidenzia una nota del Comando regionale – il caso di alcune persone individuate nel luglio scorso in provincia di Cosenza, che tenevano in vita due distinte aziende delle quali solo una realmente operante (nel settore della grande distribuzione alimentare) mentre l'altra, di fatto inesistente, svolgeva funzioni di "cartiera", fornendo fatture false a beneficio della prima: l'intervento dei militari del Corpo ha consentito, in quel caso, di recuperare a tassazione 12 milioni di euro per le imposte sui redditi, di scoprire un'evasione Iva di circa 1 milione di euro e di denunciare 3 persone per frode fiscale.
La lotta al "sommerso d'azienda", ossia ai fenomeni di totale sottrazione all'obbligo di presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva, ha portato all'individuazione di 308 evasori totali, i quali hanno occultato redditi per 385 milioni di euro e omesso il versamento di Iva per 62 milioni di euro. «La platea dei cosiddetti evasori totali, in Calabria – ricostruisce la Guardia di Finanza – comprende anche soggetti che sottraggono a tassazione importi elevati, come un giovane imprenditore edile del crotonese che, dopo aver regolarmente presentato le dichiarazioni fiscali nei primi due anni di attività, ha poi sistematicamente omesso di provvedervi negli anni successivi, sottraendo all'imposizione diretta, così come ricostruito dai finanzieri, ricavi per circa 7 milioni di euro ed evadendo l'Iva per oltre 1 milione di euro».
Sono stati inoltre stati scoperti 754 lavoratori in nero e 1.441 irregolari. Le corrispondenti violazioni sono state contestate a 62 datori di lavoro. L'attività di vigilanza nel settore delle accise sui prodotti energetici ha portato alla scoperta di 162 violazioni, alla denuncia di 108 soggetti, al sequestro di 172 tonnellate di prodotti e alla scoperta di consumi fraudolenti pari a 38.536 tonnellate di oli minerali. Il più rilevante dei risultati conseguiti nel settore delle accise ha portato alla luce un sistema di frode realizzato attraverso una rete di società che, con il coinvolgimento della 'ndrangheta, falsificava le procedure di denaturazione del gasolio destinandolo poi ad usi non agevolati.

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