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Lunedì 06/02/2012 - Cronaca
Finte vendite di cani dall'Africa, decine di gabbati via internet - Cronaca - TeleJonio

Nel più grande centro commerciale virtuale che è il web si può comprare o vendere di tutto. Dalle berline superlusso, nuove ed usate, ai pezzi di ricambio, da porzioni di isole sperdute in oriente ai resti del famelico T-Rex, il più vorace e aggressivo dei disonauri predatori. L'ultima offerta che ha ispirato l'inchiesta della procura guidata da Dario Granieri riguarda la vendita di cani di razza a prezzi favolosi. Per adottare uno splendido esemplare di carlino, o di pitbull, o di doberman, di collie, di cavalier king charles, di chihuahua a pelo lungo possono bastare 100 euro. Al massimo 200. Una pacchia d'importazione. Già, perchè il cuore del business batte all'estero, probabilmente in Africa, secondo i primi accertamenti dei detective della polizia delle Comunicazioni di Cosenza, guidati dal sostituto commissario Tiziana Scarpelli, che nelle ultime due settimane hanno raccolto una dozzina di denunce di uomini e donne che sono arrivati a versare anche fino a 500 euro senza, naturalmente, aver ottenuto niente. Un raggiro che nasce da quell'offerta allettante che scatena l'interesse dei visitatori e dei tanti appassionati. Gente che si ritrova a frequentare i siti d'asta on-line e alcuni portali dedicati agli "amici dell'uomo". L'esca è rappresentata da quell'annuncio sicuramente vantaggioso. Una inserzione completa di numero telefonico internazionale al quale si chiama realizzando il primo contatto. Dall'altro capo una voce con accento straniero fornisce ogni notizia sull'esemplare offerto in adozione prima di richiedere: «Cento euro per le spese di vaccinazione e per il cibo che servirà durante il viaggio verso l'Italia». Al massimo l'importo viene raddoppiato se si tratta di un cane con il pedigree importante. L'"affare" si chiude in deici minuti. La modalità di pagamento avviene su un conto corrente all'estero attraverso il sistema moneygram di money transfer. Basta un clic e i soldi finiscono nella disponibilità del venditore. Un'operazione estremamente semplice. Ma dopo qualche giorni insorgono improvvise complicazioni. L'acquirente viene contattato via e-mail o per telefono. «Il cane è stato spedito. È in viaggio su un convoglio ferroviario che è rimasto fermo alla stazione. Il cibo è finito e nessuno gli dà da mangiare. Così rischia di morire. Servono altri soldi per comprare della carne...». Un messaggio straziante al quale c'è chi ha risposto tempestivamente con un nuovo versamento. «Io ho fatto cinque invii di denaro», ha spiegato un docente, pure lui gabbato dalla gang di truffatori africani.
Gli analisti della Polpost, guidati dal primo dirigente Carlo Solimene, hanno cercato tra milioni di invisibili tracce quelle che riconducevano ai venditori di cani, frugando nello sterminato arcipelago virtuale. E, alla fine, è stato individuato un unico canale proveniente, appunto, dall'Africa. Una inchiesta che presenta tante difficoltà a cominciare da quella legata all'accesso ai conti correnti all'estero.
Quello delle truffe on-line è solo uno degli esempi di uso criminoso della comunicazione informatica. Uno dei tanti pericoli nella rete che la polizia ha deciso di svelare ai più giovani in occasione del "Safer Internet Day 2012" che verrà celebrato domani, anche a Cosenza, nella scuola media "Misasi di via Negroni. Il capo della sezione cosentina, Tiziana Sacrpelli, e i suoi investigatori esploreranno insieme agli studenti il controverso mondo di internet.

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