Sabato 04/02/2012 - Cronaca
CS-Morelli smentisce rapporti col Sismi - Cronaca - TeleJonio
Un desco riccamente imbandito. Con imprenditori, agenti segreti, politici e 'ndranghetisti. Franco Morelli rompe il silenzio. Coltivando la speranza di riottenere la perduta libertà. Una speranza che, però, deve fare i conti con il gip, Giuseppe Gennari e con il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. L'ex consigliere regionale, arrestato a dicembre, ha chiesto di rendere interrogatorio per chiarire la ragione dei rapporti intessuti con Giulio Lampada, l'imprenditore in odor di mafia finito come lui in manette. Morelli, difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Enzo Logiudice, è tuttora rinchiuso nel carcere di Opera. I due penalisti calabresi hanno depositato, nei giorni scorsi, una memoria difensiva destinata a smontare le tesi che hanno portato all'arresto del loro assistito. L'esponente politico del Popolo della libertà, ha sostenuto di non essere mai stato a conoscenza del presunto ruolo avuto dai Lampada-Valle negli ambienti delinquenziali calabro-lombardi. Morelli ha pure smentito di aver mai conosciuto e, quindi, stabilito relazioni con l'ex capo del Sismi, Nicolò Pollari. L'ipotesi era stata paventata, in via deduttiva, dall'avvocato Vincenzo Minasi, del foro di Palmi ma con studio in Lombardia, coinvolto nella medesima inchiesta. Parlando di un incontro del dicembre 2009 tra lui, Giulio Lampada e Morelli, Minasi aveva rivelato durante l'interrogatorio di garanzia che «parlammo del procedimento Meta e delle indagini che si stavano svolgendo sia per Lampada sia per i Valle sia per i Condello». Morelli, ha detto Minasi, «in quella occasione non portò notizie dalla Calabria, portò notizie da Roma. Nel senso che lui disse "Sono stato a Roma dai miei amici, i quali mi hanno confermato che c'è l'indagine su Milano", e fu quella volta che ebbi proprio la conferma della indagine su Milano... ». Successivamente Minasi confesserà al magistrato: «Morelli, mi disse che aveva delle buone entrature nei servizi segreti e mi fece il nome di Nicola Pollari. Ora che ho consultato i miei appunti posso dire che l'incontro, se c'è stato ovviamente, con Pollari o qualcun altro dei servizi segreti, è da collocare tra il 9 dicembre 2009 e il 21 gennaio 2010. Tenga conto che quando io ho dato i documenti da me falsificati a Giulio Lampada e quest'ultimo li ha portati a Morelli il 18 gennaio, non posso escludere che Morelli li abbia mostrati a qualcuno dei servizi o comunque allo stesso Pollari dal 18 gennaio al 21 gennaio». Il penalista, dunque, fa delle deduzioni prive di ulteriori riscontri. Deduzioni che sarebbero state decisamente smentite, ieri, dallo stesso Morelli. La pista delle "barbe finte" rimane, almeno per il momento, inesplorabile.