Sabato 04/02/2012 - Cronaca
Arsenale celato in Sila Chiesta pena di 6 anni - Cronaca - TeleJonio
L'arsenale silano. Scoperto all'interno di un casolare ritenuto il covo di alcuni 'ndranghetisti "di peso" scampati al maxi-blitz "Crimine".
Quel giorno di fine luglio del 2010, tuttavia, a finire nei guai fu un incensurato di San Giovanni in Fiore, il quarantunenne Antonio Bibiani. Quando lo squadrone elitrasportato dei carabinieri fece irruzione nella sua casupola di contrada "Serrisi", infatti, dei latitanti non c'era traccia.
Eppure, celate in una Fiat Panda parcheggiata proprio davanti al casolare, furono trovate delle inquietanti bocche da fuoco: un fucile di precisione Beretta AR 70 Sport 222 (una micidiale e leggerissima arma da guerra in uso anche all'esercito italiano) e un kalashnikov, entrambi con regolare matricola. Da un vicino magazzino, invece, spuntò fuori una doppietta con la matricola abrasa, oltre a 76 cartucce di vario calibro.
Bibiani, al momento del blitz, si trovava proprio all'interno del casolare e venne subito arrestato per il possesso delle armi rinvenute dai militari.
Ieri mattina, nel corso del processo di primo grado che si sta svolgendo nel Tribunale di Cosenza, il pm bruzio Salvatore Di Maio ha chiesto la condanna del quarantunenne a sei anni di carcere e al pagamento di una multa di 7.000 euro.
Al termine della requisitoria del rappresentante della pubblica accusa, l'udienza è stata aggiornata al prossimo 2 marzo.
In quell'occasione verrà pronunciata l'arringa difensiva in favore di Bibiani. Poi, in assenza di eventuali controrepliche, la parola passerà direttamente al giudice che dovrà decidere in base agli elementi di prova presentati in aula nel corso del dibattimento.