Prende formalmente il via il processo per quanto riguarda l’operazione della DDA di Catanzaro, “Outset”, su due omicidi commessi nel vibonese nel 2002 e nel 2006. Si tratta dell’omicidio di Mario Franzoni, ucciso nella frazione Portosalvo di Vibo Valentia e di quello di Giuseppe Pugliese Carchedi compiuto lungo la strada che collega Vibo Marina a Pizzo Calabro.

Alla sbarra, sei persone, per le quali la Procura distrettuale aveva chiesto il rinvio a giudizio: si tratta di Rosario Fiorillo 29 anni di Vibo, Nazzareno Mantella 35enne di Vibo, Salvatore Mantella 44 anni di Vibo, Rosario Primo Mantino di 43 anni di Vibo, e di due lametini, Vincenzo Giampà detto Enzo, 48 anni, e il collaboratore di giustizia Domenico Giampà, 37 anni.

Davanti al Gup Francesca Pizii, si è celebrata l’udienza preliminare: ieri lo stralcio della posizione di Rosario Fiorillo, all’epoca dei fatti minorenne, oggi, invece, si è continuato per gli altri imputati.

I due lametini, Enzo e Domenico Giampà, hanno scelto di procedere con il rito abbreviato, così come Salvatore Mantella e nella prossima udienza è stata fissata la requisitoria del pubblico ministero. Nazzareno Mantella, invece, ha scelto il rito ordinario.

Stralciata poi la posizione di Rosario Primo Mantino, per il quale sono stati sospesi i termini di custodia e disposta una perizia psichiatrica.

Nel collegio difensivo l’avvocato Aldo Ferraro, Manfredi Fiormonti, Sergio Rotundo, Diego Brancia, Alessandro Diddi, Alfredo Gaito, Giovanna Aprile, Caterina Ferrari, Luca Cianferoni, Antonio Porcelli, Salvatore Sorbilli.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda catanzarese, che ha disposto alcune misure cautelari nel luglio dello scorso anno, sono stati ricostruiti movente, dinamiche, mandanti ed autori materiali dei due delitti che sarebbero maturati all’interno del clan Lo Bianco e Piscopisani.

Per quanto riguarda l’omicidio di Mario Franzoni, a sparare sarebbero stati proprio i due lametini Enzo e Domenico Giampà. Il primo avrebbe condotto uno scooter rubato, mentre Domenico Giampà avrebbe sparato. Salvatore e Nazzareno Mantella, avrebbero assicurato l’appoggio logistico. Andrea Mantella e Francesco Barba, le cui posizioni comparivano nell’avviso conclusioni indagine, sono state stralciate. Per loro l’accusa era di essere i mandanti dell’omicidio.

Rosario Primo Mantino e Rosario Fiorillo sono accusati invece, dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi: avrebbero sparato contro di lui numerosi colpi di pistola, mentre percorreva sulla SS 522, che collega Vibo Marina a Pizzo Calabro, nei pressi del monumento dedicato ai Carabinieri. Sono inoltre accusati del ferimento di Francesco Macrì che viaggiava insieme a Carchedi su quell’auto.

Le indagini partirono dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, sia quelli delle cosche di Vibo, come Andrea Mantella e Raffaele Moscato, ma anche di quelli della zona di Lamezia come Giuseppe e Pasquale Giampà. Ci sarebbe stato, così come hanno ricostruito gli inquirenti, un vero e proprio scambio di favori tra cosche lametine e vibonese, tanto da arrivare a scambiarsi anche i killer per gli omicidi.

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