A tre anni dall’operazione “Andromeda”, si chiude anche il secondo capitolo giudiziario di questa vasta indagine che aveva colpito la cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. Oggi, dopo alcune ore di Camera di Consiglio, la seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Catanzaro (presidente Petrini), ha pronunciato la sentenza per coloro che, in primo grado, avevano scelto il rito abbreviato e per i quali era arrivata la sentenza nel febbraio di un anno fa, conclusasi con 33 condanne, di cui 3 all’ergastolo, e 6 assoluzioni.

Rispetto al primo grado sono state rideterminate le pene, e confermate alcune assoluzioni come quella di Antonello Caruso (difeso dall’avvocato Cerra), sulla quale aveva presentato appello la Procura. Assolto anche Saverio De Martino (difeso dall’avvocato Gambardella) in primo grado condannato ad otto anni, Antonio Muraca (difeso dall’avvocato Larussa) in primo grado condannato a 4 anni e 8 mesi, e Angelo Provenzano (difeso dall’avvocato Muscimarro) che era stato condannato a 1 anno e sei mesi. Da una condanna all’ergastolo all’assoluzione “per non aver commesso il fatto”, è passato Alfredo Gagliardi, difeso dagli avvocati Larussa e Gaito.

Le pene rideterminate

  • Vincenzino Iannazzo – 14 anni e 6 mesi di reclusione, 3.700 euro di multa
  • Francesco Iannazzo – 10 anni e 8 mesi di reclusione
  • Antonio Davoli – 8 anni e 8 mesi di reclusione, 2000 euro di multa
  • Antonio Provenzano – 8 anni e 6 mesi, 1600 euro di multa
  • Pietro Iannazzo – 8 anni e 4 mesi
  • Giovannino Iannazzo – 8 anni e 8 mesi di reclusione, 2000 euro di multa
  • Santo Iannazzo – 8 anni e 8 mesi di reclusione, 2000 euro di multa
  • Emanuele Iannazzo – 9 anni
  • Adriano Sesto – 5 anni e 8 mesi
  • Bruno Gagliardi – ergastolo
  • Francesco Mascaro – 8 anni e 2 mesi
  • Domenico Antonio Cannizzaro (classe ’66) – 10 anni e 8 mesi
  • Antonino Cannizzaro (classe ’79) – 6 anni
  • Angelo Anzalone – ergastolo
  • Domenico Cannizzaro (classe ’75) – 6 anni
  • Mario Chieffallo – 8 anni
  • Antonio Chieffallo – 6 anni
  • Vincenzo Torcasio – 16 anni
  • Gino Giovanni Daponte – 10 anni e 8 mesi
  • Peppino Daponte – 8 anni
  • Salvatore F. Pontieri – 6 anni
  • Pasquale Lupia – 6 anni
  • Gregorio Scalise – 6 anni, 1000 euro di multa
  • Vincenzo Giampà – 6 anni e 1800 euro di multa
  • Claudio Scardamaglia – 2 anni con sospensione condizionale della pena
  • Gennaro Pulice (collaboratore di giustizia) 7 anni 10 mesi e 20 giorni
  • Pietro Paolo Stranges (collaboratore di giustizia) – 3 anni e 2 mesi
  • Matteo Vescio (collaboratore di giustizia) – 5 anni e 2 mesi
  • Natalie Zingraff –  non doversi procedere

 

ASSOLUZIONI

  • Alfredo Gagliardi, assolto “per non aver commesso il fatto”
  • Antonio Muraca, assolto “per non aver commesso il fatto”
  • Angelo Provenzano, assolto “per non aver commesso il fatto”
  • Antonello Caruso, assolto “per non aver commesso il fatto”
  • Saverio De Martino, “assolto perché il fatto non sussiste”

 

La Corte ha condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali, liquidate in 3000 euro ciascuna, sostenute dalle parti civili: il Comune di Lamezi Terme e l’associazione Antircket Lamezia, rappresentati dagli avvocati Restuccia e Carere.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Andricciola, Careri, Canzoniere, Cerminara, Cerra, Ferraro, Gaito, Gambardella, Larussa, Rania, Visciglia, Zofrea.

L’altro filone del processo, per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, cioè Franco Perri, Domenico Cannizzaro, Vincenzo Bonaddio, Rocco Tavella, Mariantonia Santoro, Vasyl Koval, Raffaele Caparello e Nadia Jannate, si sta celebrando al Tribunale di Lamezia Terme.

Le indagini

L’operazione Andromeda era scattata il 14 maggio 2015 colpendo una cosca, quella degli Iannazzo e Cannizzaro-Daponte che non era ancora stata toccata da provvedimenti giudiziari: in manette erano finiti decine di esponenti di spicco delle consorterie attive nel comprensorio di Lamezia Terme, oltre ad alcuni imprenditori ritenuti dall’accusa collusi con la cosca operante nella zona di Sambiase.

“Andromeda”, operazione coordinata dalla Dda catanzarese allora diretta dal procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo e condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro allora diretta da Rodolfo Ruperti e dalla Dia di Catanzaro, aveva visto la partecipazione anche della Guardia di Finanza, giunta al termine di un’attività info-investigativa durata oltre due anni.

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