Processo con rito abbreviato per Alessandro Ciancio, 24 anni, accusati di aver ucciso a colpi di pistola a Piani di Acquaro, nel Vibonese, il 22enne Rosario Mazza e ferito il fratello Simone, sparato per strada nonostante, vedendo cadere il fratello sotto i colpi di pistola, avesse implorato pietà al rivale. È quanto deciso oggi dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, in relazione al grave fatto di sangue commesso nel gennaio dello scorsso anno.
Un fatto di sangue per il quale l’imputato ha già ammesso dinanzi al giudice le proprie responsabilità e che sarebbe stato commesso per futili motivi: uno sguardo di troppo all’interno del bar del paese. Cosimo e Giuseppe Ciancio, rispettivamente padre e fratello di Alessandro, si sono invece riservati la scelta di essere processati con il rito ordinario o con quello abbreviato, scelta quest’ultima che comporta uno sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna.
Si tratta di uno dei fatti di sangue più efferati commessi lo scorso anno nel Vibonese e che ha suscitato un’ondata di sdegno. Per il 28 febbraio è previsto l’inizio della discussione con le richieste di pena del pubblico ministero. Le indagini che hanno portato in tempi rapidi a far luce sul fatto di sangue sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Serra San Bruno.

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