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Sabato 04/02/2012 - Cronaca
De Rose rischia il processo per evasione fiscale - Cronaca - TeleJonio

Evasione fiscale è l'accusa che la magistratura inquirente di Cosenza contesta al presidente di Fincalabra, Umberto De Rose. L'imprenditore rischia di finire sotto processo e il prossimo 21 marzo dovrà difendersi dinanzi al giudice delle udienze preliminari di Cosenza, Enrico Di Dedda, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio formalizzata nei giorni scorsi dal sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Cava, cui il procuratore Dario Granieri ha affidato il fascicolo riguardante il leader della finanziaria regionale, in passato anche presidente di Confindustria Calabria oltre che consigliere comunale a Cosenza dopo avere perso da candidato a sindaco del centrodestra le elezioni amministrative del maggio 2002 vinte dalla pasionaria del centrosinistra Eva Catizone.
L'inchiesta della procura cosentina ha passato al setaccio decine di presunte false fatturazioni per un ammontare superiore al milione di euro emesse nel 2006 e nel 2007 da Umberto De Rose quale amministratore e legale rappresentante della società Stabilimento tipografico De Rose che ha sede a Montalto Uffugo. Nel fascicolo d'indagine ne sono rimaste ventitré, che cristallizzano le contestazioni nei confronti dell'imprenditore. Secondo la ricostruzione dell'accusa sono legate a operazioni inesistenti e sfruttate per indicare nelle dichiarazioni dei redditi relative agli anni incriminati elementi passivi fittizi per 481.395,60 euro in riferimento al 2006 (certificati nel modello unico presentato nel 2007) e 738.447,01 euro per il 2007 (certificati nella dichiarazione dei redditi formalizzata nel 2008). Il tutto, sempre a sentire la procura, sarebbe stato mirato a evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, dimostrando di avere speso delle ingenti somme che invece erano tranquillamente rimaste in cassa. Tutte e ventitré le fatture elencate dalla procura sono riferite a forniture che sarebbero state garantite dalla stessa ditta e coprono un arco di tempo di appena tre mesi: dal 29 dicembre 2006 al 31 marzo 2007.
Al fianco dell magistratura inquirente hanno lavorato gli investigatori della guardia di finanza del comando provinciale cosentino, che si sono accorti delle presunte irregolarità durante una normale verifica fiscale all'interno dell'importante stabilimento tipografico sistemato alla periferia nord dell'area urbana cosentina. Sin dai primi accertamenti una serie di voci contabili non hanno convinto le fiamme gialle, le quali hanno perciò deciso di approfondire le verifiche, incrociando una serie di dati e così portando a galla l'ipotizzato raggiro ai danni dell'erario.
A fine dello scorso novembre la procura cosentina ha notificato il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dell'imprenditore, difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Mario Inzillo.

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